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UN POZZO SENZA FONDO CHIAMATO CASA DELLA SOLIDARIETA

 comunicato stampa del 20.07.2010  

La casa della solidarietà era il fiore all’occhiello del programma elettorale della giunta Miglionico. A 6 anni dalla salita sul comune di Satriano, della fondamentale opera per la crescita di Satriano non c’è quasi traccia. Fatto salvo per un enorme sbancamento al posto del vecchio asilo, pochi lavori in cemento armato ed una spesa complessiva di danaro pubblico di quasi 1 milione di €. L’opera che doveva costare poco piu’ di 200.000 € per una serie di scelte incomprensibili è  aumentata a dismisura. In primis si decise di acquisire un edifico privato senza contemplare le evidenti conflittualità in essere e soprattutto la fattibilità dell’operazione. Tutto questa perdita di tempo costò 95.000 € (escluso le probabili conseguenze di azioni legali) di fondi royalties, giustificati come restauro architettonico, mai effettuata, di un edificio privato non di proprietà del comune, tanto si evince dai report  del Fondo Operativo Val d’agri e dai giustificativi di spesa de i singoli comuni in data 31.12.2009. Singolare come il comune pur non avendo realizzato nessun lavoro gia in data 31.12.2008  giustificava come spesi ulteriori 120.000 € per l’aggiornamento tecnologico per un’opera realizzata solo nella fantasia degli amministratori.

Qualcuno inizia a sospettare che l’opera porti anche un po’ sfiga chiunque metta le mani rischia di pagarne le conseguenze. Tanto è che si è arrivati a scavare individuando come sito per la realizzazione il vecchio asilo comunale, lì altre disavventure, fino ad arrivare ad un fronte di scavo di alcune decine di metri con una sezione verticale di circa quindici metri in un luogo dove tutti a Satriano sanno che li vicino c’era l’antica e spontanea discarica comunale, con una probabile conformazione del terreno non certo stabile ed omogenea, tutti tranne per chi ne doveva peritare la consistenza geologica. Risultato smottamento e rischio anche per gli edifici privati. Nessun problema per i nostri amministratori, intervento postumo e tampone con 25 micro pali alla modica cifra di quasi ulteriori 50.000 €. Presi da quali fondi dal bilancio ordinario, non è dato sapere. L’unica certezza l’ennesimo esempio di incapacità gestionale, progettuale e programmatica di chi amministra la cosa pubblica Satriano, in periodo di vacche magre per le casse pubbliche come quello attuale, a Satriano si spende e si dilapidano fondi pubblici con una facilità e dei virtuosismi contabili degni, prima o poi, di un interessamento della magistratura. Tutto per realizzare un opera che ancora oggi non è chiaro a cosa sarà destinata: ad ospitare anziani in promiscuità con tossicodipendenti o come centro polivalente per la creatività giovanile? Comunque di creativo, tossico e vecchio fin ora c’è solo il modo di alterare, aggirare, gestire, regole e principi per il solo intendo di spendere senza ricadute per il paese. Oltre alla certezza che avremo un edificio pubblico che costerà quasi 5.000 € al mt° come un attico a Roma.

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