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TURISMO, SI RIEMPIONO LA BOCCA, senza aver mai lavorato un giorno nel settore, NON SONO CAPACI DI TENER APERTI NEMMENO I POCHI CONTENITORI REALIZZATI

Il 1 Giugno, per l’ennesima volta ho potuto verificare con i miei occhi quanto poco sia attenta l’amministrazione comunale ea l’assessore al turismo all’accoglienza turistica. A sartiano,nonostante i flussi spontanei di turisti che iniziano ad sistemici, soprattutto in occasioni di ponti e giornate festive, non si è riusciti a metter in piedi un piano di gestione di tali flussi, ne tantomeno a garantire ad esempio l’apertura di alcuni contenitori culturali, quali: Chiesa Vecchi, Museo civiltà contadina, museo archeologico, museo virtuale del Pietrafesa, Ex Palazzo Guarini, altre iniziative finanziate dal pubblico (Peperoncino). Molti si riempiono la bocca, utilizzano il tema turismo senza comprende che nulla può essere lasciato al caso, il processo va implementato, gestito ed ottimizzato, le strutture devono essere tenute aperte. Ricordo ai molti che il comune ha concesso spazi ed edifici comunali ad alcune associazioni, le quali potrebbero essere sollecitate per garantire, a turno l’apertura degli spazi nei periodi festivi a rilevanza turistica, oltre che garantire un minimo di accoglienza. In realtà non c’è nessun interesse al settore, il paese, in festività quali 1° Maggio, il 25 aprile e il Ponte del 2 Giugno è stato completamente abbandonato. Io casualmente, sia il 25 aprile che il 1 Giugno mi sono improvvisato accompagnatore, guida e storyteller (in realtà sono iscritto all’Albo delle professioni turistiche ai sensi della legge 35 del ’98 ormai da decenni) perché non potevo tollerare che alcuni visitatori fossero abbandonati senza nessun itinerario, senza trovare riscontro alla segnaletica verticale, in quanto ogni contenitore culturale era puntualmente chiuso. Non potevo tollerare che il mio paese, fosse abbandonato, non presidiato da nessuno, da nessun amministratore o responsabile ai servizi di accoglienza e valorizzazione turistica (pur sapendo che non esiste nessuno straccio di disciplinare o piano in tal senso). Serve un piano dell’accoglienza turistica, che metta assieme, istituzioni, associazioni, esperti, volontari, giovani, anziani, chiunque voglia rendersi disponibile, il paese non può essere abbandonato. Non si deve parlare di turismo ogni 5 anni. Stiamo rischiando di perdere un treno importante per mancanza di volontà e di visione. Se il paese è ben raccontato in alcune giornate, previa prenotazione e tramite l’organizzazione di eventi, lo stesso servizio deve essere garantito anche in occasioni ordinarie. Un servizio è efficiente se continuo, omogeneo e strutturato, non improvvisato. E’ mai possibile che nelle due giornate non ho incontrato un amministratore in giro?

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