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TURISMO A SATRIANO ….Velleità o opportunità disillusa

 Cosa manca a Satriano per coronare il sogno e diventare una realtà turistica compiuta?.

Competenze, professionalità, una rete informativa e progettuale matura, la capacità di creare pacchetti ed una offerta appetibile alla domanda e ai bisogni dei vacanzieri, ma soprattutto la capacità e la velleità visionaria, ma concreta di andare oltre la realtà ed immaginare quello che Satriano potrebbe offrire come tipicità ed unicità ad un visitatore di nicchia ma sempre piu’ numeroso ed  attento alla Lucania.

Immaginare dei contenuti basati su  microattrattori antropici o su macroattrattori unici, un po’ come ha fatto il comprensorio delle dolomiti lucane con, l’ormai realtà, del “volo dell’angelo”. Difatti lì si sta passando da uno spontaneo turismo pendolare, basato su una presenza limitata a pochi giorni e sui fine settimana, a presenze diffuse, programmate e diversificate nell’arco della stagione.

 Cosa manca, allora?. Innanzitutto bisogna crederci! Quello che sta accadendo sul nostro territorio, la violenza del silicio e l’invasività delle fonti energetiche pulite, si sposano e si conciliano con uno sviluppo legato al patrimonio ambientale  e turistico maturo?. Il nostro paesaggio, la nostra cultura, le nostre tradizioni sono un patrimonio che “forse” noi del luogo non apprezziamo o sottostimiamo.
Molte popolazioni e aree anche del meridione e della stessa Basilicata, più attente di noi, invece, ricavano da questo patrimonio tangibile ed immateriale, “reddito” tramite il  turismo.
Perché noi di Satriano non ne traiamo vantaggio? Ma la colpa non la si può dare al “privato” che pur timidamente e grazie al contributo statale, si è mosso. Sono i nostri amministratori che non sanno cosa significa TURISMO e lo hanno dimostrato più volte. Lode va al Sindaco di Lioni che ha saputo convertire le strutture post terremoto del 1980, come le avevamo noi, in comode ed accoglienti strutture ricettive per i turisti. La struttura ricettiva di Satriano di circa 80 mq invece, giace abbandonata a Santa Lucia ancor prima di essere ultimata. Roba da “striscia la notizia”. La stessa fine sta facendo l’area camper al campo sportivo, perché senza una adeguata pubblicità ed informativa rivolta ai turisti itineranti, nessuno saprà mai dell’esistenza dell’ area e dei luoghi che potrà visitare.
E intanto pubblicizziamo eventi discutibili o eventi come il carnevale che sono sempre meno festa partecipata capace di essere attrattivo per turisti anche pendolari, anche considerato il poco ritorno premiale delle ultime edizioni. Credo che aver abbandonato il filone del carnevale etnico, per un poco percorribile filone allegorico non ha premiato ne nel breve che nel medio termine considerata la cospicua concorrenza di realtà piu’ storicizzate.
Ma che importa tanto paga la Regione, o peggio la comunità in termini di opportunità disilluse….

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