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TARANTA “CASH” POWER

 OVVERO “BRIGANTI SE MORE, RE TAMORRA SE MANGIA E DISOCCUPATE SE RESTA, RA ISCA A PANTANELLE SE ALLONGHENE RE TENUTE RE SATRIANE BELLE”

 La disoccupazione giovanile in Italia è ai massimi livelli dal 2004, oltre il  29 %. Sarebbe facile scommettere che quelle percentuali  in Basilicata e soprattutto nei piccoli paesi del Melandro e dell’area sud ovest  della regione è prossima al  50 %. In regione chiude una attività produttiva al giorno. La situazione economica nel  Melandro è repressa. L’area industriale di Tito scricchiola da anni. Isca Pantanelle, fatta salva qualche attività di servizio è collassata. 121 dipendenti della ex Standard Tela sono stati lasciati allo sbaraglio. Solo Satriano ha circa 40 dipendenti in mobilità in deroga, forse per l’ultimo anno. Nulla si sta facendo per loro e per il loro reinserimento occupazionale. Tutti sono rassegnati al peggio, anche la roboante dialettica post industriale o sindacale tace. E’ qual è la ricetta degli amministratori locali, piu’ tarantella per tutti. In questi 3 giorni si è celebrata l’ennesima farsa dello spreco di risorse a tutti i costi. Lucania etno folk festival è un progetto che nella sua mission aveva come scopo diffondere la musica popolare lucana in Italia e nel mondo, mediante manifestazione internazionali e dei laboratori per giovani musicisti sotto la guida artistica di Eugenio bennato. A parte proclami, conferenze stampa, copertura mediatica e passaggi nel compiacente contenitore giornalistico di rai 3 Basilicata. Dove sono le ricadute per la musica popolare lucana? Quali sono stati i momenti di crescita per le velleità musicali dei singoli? Ad oggi sono state realizzate 5 serate in tutto con la solita compagnia di giro e spendendo ben  € 46.000.  Certo c’era la presenza di E. Bennato. Nulla da eccepire. Ma alla fine il signor Bennato è costato in tutto circa € 40.000 si è no in questa regione è rimasto 1 settimana in tutto. Fino a che  ci sono i comuni di mezzo si finanzia ad occhio chiuso. Quanto ci è costato questo raro esempio di macro attrattore per i  flussi turistici dell’area del Melandro?  € 106.000 del pubblico erario per la prima fase nel progetto ne erano previste 3. Centomila  € provenienti dalla regione il resto dal comune di Satriano. Ebbene nelle due serate di settembre hanno speso la gran parte del budget e non contenti hanno impegnato ulteriori  euro  40.000 recuperati con l’interevento di altri 2 comuni partner Tito e Rivello per  € 5.000 ciascuno e con il contributo di una società operante a Satriano nel fotovoltaico che ha garantito i restanti € 30.000. ulteriore intervento per garantire la seconda fase. Fase che prevedeva Laboratori per  giovani musicisti o per aspiranti menestrelli della nuova frontiera del folk italico. Qualcuno ha visto i laboratori? Macchè, altre 3 serate copia incolla a Tito, Satriano e Rivello con la solita, pur brava, compagnia di giro. Per spendere totalmente i soldi ottenuti e potersi accreditare per altri fantasmagorici finanziamenti utili per attivare la terza fase del progetto, quella balla che ti passa. Tanto chi mangia sono sempre i soliti.

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