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SATRIANO, LA BATTIPAGLIA DEL SILICIO

 Satriano è in vera e propria emergenza ambientale. Da una parte lo spauracchio della discarica, che grazie alla imperizia e incapacità della giunta, sta sempre di piu’ diventando realtà, ora siamo riusciti a far debordare e rendere discutibile anche l’energia solare. Già come si fa a dire che è pulita una energia, se improvvisamente invade terreni e paesaggi che per secoli sono stati li a  testimoniare il passaggio e garantire la continuità ideologica e culturale tra generazioni. E’ pulita una energia che invade, che deturpa, che infastidisce gli occhi, il gusto e il cuore delle persone. E’ pulita una energia che illude i contadini con facili guadagni che confonde il giorno con la notte. I contadini che per anni si sono svegliati con le prime luci e addormentati con il tramonto, oltre alla illusione di facili guadagni, hanno perso anche i riferimenti temporali. Dove ci sono gli impianti, a Satriano è sempre giorno. Alcune zone  sono come Rovaniemi in Finlandia. Solo che lì, ci sono 6 mesi di luce e 6 di notte. Qui, in alcune zone, ci saranno per 20 anni, forse, 12 mesi di luce, apparente, chissà quante oscure sorprese appariranno, come aurore boreali, invece . Anche le cosiddette fonti energetiche pulite sono state attraversate dalla sagra della ipocrisia che è la costante dell’agire amministrativo del comune di Satriano. L’ente e i suoi amministratori hanno autorizzato tramite DIA decine e decine di impianti fotovoltaici, in maniera indiscriminata, senza regole, senza uno studio preliminare e una Valutazione di Impatto Ambientale. Stanno sorgendo a Satriano li dove c’erano campi, orti, ginestre, macchia mediterranea, come funghi, miliardi di cellule fotovoltaiche. L’istallazione indiscriminata sta deturpando il paesaggio, la vocazione agricola di intere zone del paese è vanificata, le stesse velleità di sviluppo agricolo, paesaggistico e turistico. Tanti  i dubbi che stanno sorgendo a tutta la cittadinanza, la bruttura e l’impatto ambientale è devastante. Una proliferazione, da prima a macchia di leopardo, ora sempre piu’ intensiva, ha reso un’intera area fertile in un distesa di orridi pannelli di silicio. Come in una  sorta di lampada abbronzante per giganti, la zona di piano del prato è intensivamente cosparsa. Giacciono in comune ancora 20 richieste, che trasformeranno ancor di piu’ l’originaria collina di Satriano in un paesaggio da “odissea 2000 nello spazio”.  Esistono  alcuni studi che affermano che molte istallazioni di pannelli solari contengano all’interno del  componete principe  della cellula fotovoltaica, il silicio, un arricchente che si chiama CADMIO, elemento altamente cancerogeno. Pare che quello usato a Satriano sia Tellorururo di Cadmio sostanza piu’ stabile e meno pericolosa. Forti sono i dubbi, però,  in chi smaltirà poi tra venti anni, ammesso che le società resistano 20 anni, gli impianti. Non vorremmo che i piccoli proprietari si trovino poi con un pugno di mosche e tanti debiti sul groppone. In questi giorni, a sentir dire, c’è stata una vera e propria accelerazione   nei lavori. I cantieri hanno lavorato giorno e notte. Hanno recuperato manovalanza anche a nero. Piu’ che un distesa di pannelli fotovoltaici, Satriano, sta diventando una sorta di distesa di “pummasilicio” di Battipagliesca memoria, con annesso caporalato. C’è un problema serio per lo smaltimento futuro degli impianti. Le stesse società non danno garanzie trattandosi tutte di SRL.

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