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A SATRIANO, E’ EMERGENZA AMBIENTALE

Dopo la poca chiarezza dell’affare fotovoltaico e la scure incombente della mega discarica di contrada congolo, su Satriano, come temevamo  e come avevamo previsto in tutti i consessi e con tutti i mezzi di comunicazione, si abbatte, di nuovo, la scure delle perforazioni petrolifere. A Satriano, ora è realmente emergenza ambientale. Tutto previsto dal 2007 ad oggi, la classe dirigente occulta dell’affare ambientale ci riprova ad istallare i pozzi petroliferi a Satriano.

Per i primi di Aprile organizzeremo un pubblico dibattito sul tema : “SATRIANO E’ EMERGENZA AMBIENTALE?”Tra  Discarica, fotovoltaico e pozzi petroliferi quale futuro per la comunità?

LA REGIONE BASILICATA AUTORIZZA NUOVE RICERCHE PETROLIFERE

La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) denuncia l’assoluto  asservimento dell’intero territorio lucano agli interessi delle  compagnie petrolifere. Infatti, nell?ultimo Bollettino Regionale (n.7  del 16 marzo 2011), l’Ufficio compatibilità ambientale del  Dipartimento ambiente della Regione Basilicata ha rilasciato parere  favorevole, con esclusione VIA (Valutazione d?Impatto Ambientale),  alle istanze presentate da Eni spa riguardanti i permessi di ricerca  idrocarburi denominati “Frusci”, “Anzi” e “Satriano di Lucania”. Sono  22 i territori comunali interessati dalle nuove istanze petrolifere  (Atella, Avigliano, Baragiano, Bella, Filiano, Pietragalla,Pignola,  Potenza, Ruoti, San Fele,Abriola, Anzi, Brindisi di Montagna,  Calvello, Trivigno, Brienza, Picerno, Sant’Angelo Le Fratte, Sasso di  Castalda, Satriano di Lucania, Savoia di Lucania e Tito) molti dei quali ricadenti all’interno dei territori di parchi nazionali e aree  protette regionali.

Le relative determinazioni dirigenziali, rubricate con i numeri  171,172 e 173 del 23 febbraio 2011, riguardano un territorio esteso su  circa 459 chilometri quadrati. Per alcune istanze di permessi di  ricerca la Regione non ha tenuto conto dei pareri sfavorevoli delle  amministrazioni comunali interessate (Satriano di Lucania, Tito, Sasso 
di Castalda e Brienza), mentre le procedure di esclusione dalla VIA  regionale, di fatto, escludono la possibilità di conoscere nel  dettaglio le implicazioni ambientali e presentare osservazioni da  parte del pubblico e delle amministrazioni interessate. Le ultime  autorizzazioni regionali – secondo la OLA – evidenziano la dichiarata 
volontà di trasformare la Basilicata in “hub energetico” (Basilicata  gruviera petrolifera + bombola del gas), contrapposto ad uno sviluppo  agricolo e turistico dei territori.

Inoltre, dallo stesso Bollettino sopraccitato si apprende come il  Dipartimento ambiente della Regione Basilicata abbia anche rilasciato,  sempre ad Eni spa, l?autorizzazione alla realizzazione della  postazione di perforazione del pozzo esplorativo “Pergola 1”, situato  nel comune di Marsico Nuovo. Un pozzo – è bene ricordarlo – ubicato  sul confine del Parco nazionale Appennino Lucano che insiste su  complessi sorgentizi di particolare vulnerabilità dell’Alta Val 
d’Agri. Il tutto accompagnato dall’assordante silenzio dell’Ente  Parco, di cui non sono noti eventuali pareri in merito sia alle nuove  istanze di ricerca, sia sul nuovo pozzo petrolifero di Marsico Nuovo,  situato a poco più di un chilometro in linea d’aria dalla sede  dell’Ente.

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