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SATRIANO DI LUCANIA E G. FORTUNATO

Sono passati centinaia di anni da quando il grande meridionalista G. Fortunato parlando della sua terra, la Lucania e dell’intero sud, lanciò un grido di allarme sulla condizione del meridione d’Italia. Il mezzogiorno vera emergenza nazionale, ostacolo pieno alla unità d’Italia. Tre erano le emergenze per l’intellettuale di Rionero in Vulture: la Malaria, le Frane e la diaspora dell’Emigrazione. Sono passati cento anni dalla morte del poliedrico pensatore, fatto salva la malaria, nulla è cambiato per le altre due emergenze. Il territorio continua a franare, bastano poche piogge e tutto riparte daccapo anche grazie ad un disboscamento selvaggio e ad una assoluta devastazione del territorio. La disoccupazione oggi come cento anni fa è l’emergenza sociale di queste terre, con la differenza che a cavallo tra l’800 e il ‘900 tanto era l’analfabetismo e l’assenza di formazione e specializzazione minima, oggi nonostante una formazione di base che ha quasi eliminato l’analfabetismo assoluto e una percentuale di formazione di eccellenza in linea con percentuali nazionali, l’emigrazione è ancora l’unica speranza per tanti giovani. Satriano in questo ragionamento calza a pieno. Il territorio continua a franare, grazie anche ad una allegra gestione del territorio e dell’ambiente. Non a caso si finanzia per l’ennesima volta con fondi regionali straordinari la solita, decennale, frana di Via san Martino. Ma dove il meridionalista è più attuale che mai è sul fronte della disoccupazione e della conseguente emigrazione. Satriano da anni vede la diaspora di persone crescere, educarsi e formarsi e poi partire come migranti, in questi anni il processo è aumentato in maniera esponenziale. Tanti sono i ragazzi che studiano fuori e che non torneranno più sul territorio, tanti altri che si sono formati in regione a tutti i livelli solo in questi 2 anni stanno abbandonando il paese. L’emigrazione attuale non è semplicemente una emigrazione intellettuale, frutto di una impossibilità di trovare risposta alle giuste ambizioni personali ma è una emigrazione di sistema. Una emigrazione, frutto di un sistema economico bloccato che vige nel paese. Un sistema economico che dà sbocco solo a pochi, che non è in grado di assorbire la manodopera specializzata, nemmeno quella generica. Un sistema economico/politico locale che ha spezzato le velleità anche della micro impresa e del piccolo commercio.

La politica Satrianese segue a ruota gli indirizzi regionali e provinciali. Linee guida che sono la fonte ispiratrice dei tanti concorsi ad hoc regionali, vinti da ascari della politica se non da addirittura politici in corso o dell’ennesima short List provinciale che a chiare lettere afferma che gli incarichi saranno decisi dai quadri del palazzo senza la pubblicazione di nessuna graduatoria.  Satriano è in una situazione di grave emergenza economico e sociale.

 

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