Home » SatriaNO alle Perforazioni » Sabato 9 Assemblea Popolare – intossicati 21 operai

Sabato 9 Assemblea Popolare – intossicati 21 operai

 Intossicati 21 operai

Apr 06 |13:05

VIGGIANO- Tutti gli operai del turno pomeridiano della Elbe Sud sono stati ricoverati con sintomi di intossicazione all’ospedale di Villa d’Agri. Erano da poco passate le 17 di ieri, quando per l’ennesima volta nello stabilimento, adiacente al centro oli di Viggiano, l’aria sarebbe diventata sempre più acre. Bruciori agli occhi e alla gola e il “solito” ordine di chiudere porte e finestre. Questa sarebbe la precauzione che da tempo l’azienda raccomanda ai suoi settanta dipendenti quando dal centro oli si sprigionano gas e fumi particolarmente “forti”. Ieri pomeriggio, però, i materiali di scarico sarebbero stati ancora meno sopportabili tanto che i rappresentanti dei lavoratori hanno chiesto l’intervento della prefettura, dei vigili del fuoco, carabinieri e polizia. Dopo una prima verifica, i 21 lavoratori presenti in azienda sono stati trasferiti nel vicino nosocomio per gli accertamenti di riti. Diversi hanno avvertito bruciori e vomito, con sintomi di intossicazione. Dopo alcune ore, in due sono stati ricoverati, mentre gli altri sono stati dimessi. Difficile che oggi alla Elbe Sud possa riprendere la produzione. La Camera del Lavoro di Potenza ha denunciato una situazione preoccupante e, costantemente in contatto con i propri rappresentanti, in un comunicato, ha parlato di ricovero in ”stato di semi-isolamento”. Il segretario provinciale della Cgil, Giuseppe Cillis, chiede che sia fatta piena luce sull’accaduto accertando le eventuali resposabilita’ dell’azienda e ponendo in essere tutte le attivita’ a tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori. In attesa di avere notizie più precise dalle indagini in corso, la Cgilvalutera’ la possibilita’ di costituirsi parte civile in una eventuale azione legale a carico dell’azienda. La Elbe Sud si occupa della produzione componenti per mezzi di movimento terra. Molta preoccupazione tra i lavoratori per una situazione che sta diventando sempre più difficile e che, mentre si parla di abbattere fumi e inquinamento, per chi vive e lavora nei pressi del centro oli la vita diventa sempre più difficile. Secondo qualcuno si tratterebbe anidride solforosa sprigionata dai fumi della lavorazione del greggio prima di essere immesso nell’oleodotto per le ulteriori raffinazioni a Taranto. Sul posto anche i tecnici dell’Arpab che proprio in questi giorni sono impegnati nella sistemazioni di nuove centraline all’interno del sito previsto nell’accordo per “l’Autorizzazione integrata ambientale”. Questo ulteriore passo consentirà, a spese dell’Eni, di verificare eventuali tracce inquinanti nell’atmosfera e nelle falde acquifere. Ma intanto, per i circa mille dipendenti che settimanlmente si alternano nel centro oli, e nelle fabbriche dell’attigua area indistruale, i dubbi si fanno sempre più palesi. Gli stessi residenti nella zona sono sempre meno convinti che l’impatto ambientale sia sotto controllo. Toccherà alle istituzioni provare a tranquillizzarli con verifiche e monitoraggi puntuali. Il tutto, mentre il Consiglio regionale sta valutando la bozza della riscrittura degli accordi con le compagnie petrolifere: sul tappeto non solo le royalties e gli aspetti economico-occupazionali, ma anche quelli legati alla salute e alla sicurezza. Dal presidente De Filippo a tutti gli altri intervenuti ieri al dibattito, quest’aspetto è passato tutt’altro che in secondo piano.

di  Mimmo Parrella

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *