Home » SatriaNO ALLA DISCARICA » PROGETTO ESECUTIVO PER LA DISCARICA DI PIETRA CONGOLO

PROGETTO ESECUTIVO PER LA DISCARICA DI PIETRA CONGOLO

Stralcio

da pag. 13 a pag. 18

del

PROGETTO ESECUTIVO DI UNA DISCARICA CONTROLLATA

DI TIPO 2B IN LOCALITA’ “PIETRA CONGOLO”

Relazione Tecnica

data 13/10/1997

 

tab. 1 – CATASTO RIFIUTI – POTENZA 1995

 

 

 

 

Nel maneggiare il cadmio e i suoi composti è perciò importante lavorare sotto una cappa aspirante in modo da non inalarne i vapori. L’esposizione a lungo termine al cadmio dei lavoratori dei bagni galvanici per cadmiatura produce seri probl…emi di tossicità. Le polveri di cadmio vengono assorbite soprattutto per via inalatoria ed in minima parte tramite cute e mucose. Una volta assorbito, il cadmio si lega ai globuli rossi e alle proteine plasmatiche per poi accumularsi nel fegato e nei reni. In questi organi può permanere anche per diversi anni, rendono difficile il monitoraggio biologico dell’esposizione acuta. Una volta depositato, il cadmio viene smaltito assai lentamente attraverso la via fecale ed urinaria.

↓ 

 

Lo xilene danneggia il cervello. L’esposizione ad alti livelli per corti periodi (14 giorni o meno) o lunghi periodi (più di un anno) causano mal di testa, carenza di coordinazione nei muscoli, vertigini, confusioni e cambiamenti di umore. …L’esposizione da parte delle persone di livelli molto alti di xilene per corti periodi comprendono l’irritazione della pelle, degli occhi e del tratto respiratorio, difficoltà nella respirazione, danni ai polmoni, tempi di reazione della persona rallentati, perdita della memoria, dolori allo stomaco, danneggiamento del fegato e dei reni. Può causare incoscienza e talvolta anche morte (solo ad altissimi livelli di concentrazione).

 ↓

 Il 4 ottobre 2010 alle ore 12:25 il villaggio ungherese di Kolontár è stato distrutto da un’inondazione di circa un milione di metri cubi di fanghi color ruggine ad alta concentrazione di allumina. Il cedimento di una vasca di contenimento …degli scarti di lavorazione della MAL, una fabbrica di alluminio nel vicino paese di Ajka, ha inondato l’intera zona coprendo un’area di 40 km² ed il bacino del fiume Marcal, in cui il livello di pH si è alzato fino a 13. Nel fiume sono state versate ingenti quantità di acidi per evitare che il disastro colpisse il Danubio, di cui il Marcal è un affluente. Nella catastrofe ecologica, la più grande della storia ungherese, hanno perso la vita nove persone[1] e ne sono state ferite un centinaio. Il danno principale è tuttavia quello all’ecosistema: nel suolo sono state riscontrate, assieme all’allumina, alte concentrazioni di materiali debolmente radioattivi, piombo, cadmio, arsenico e mercurio

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *