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LI DOVE C’ERA L’URSE E LU RUMITE, ORA, UN BUCO C’E’

20160622_144053 20160622_144312In questi 7 anni ho proposto piu’ cose e mi sono opposto ad altre. Spesso mi sono arrabbiato, a volte mi sono pentito, altre avrei dovuto fare di piu’ , oggi ho solo abbassato le braccia senza parole. Ho piu’ volte detto che puntare sui Murales richiedeva un monitoraggio delle opere esistenti, l’esigenza di creare una tematica coerente, dei percorsi e soprattutto dei meccanismi di tutela delle opere che sono sia bene materiale ma anche immateriale. In buona sostanza ho sempre detto che è assurdo investire tanto su un attrattore senza averlo poi di fatto in proprietà, perché spendere soldi per realizzare tante opere su edifici privati senza un accordo tra le parti o un contratto d’uso di almeno 99 anni. Perché realizzarne tanti ogni anno, senza prevedere meccanismi di conservazione e tutela. A Satriano ci sono centinaia di murales, ma nessuno ha una contezza precisa del numero esatto. Perché abbiamo investito ad esempio circa 20.000 € in piazza Umberto I° per affrescare case ed edifici privati e realizzare imponenti murales senza uno straccio di accordo o contratto di salvaguardia dell’investimento culturale realizzato? Tra 5 o 6 anni arriverà un nuovo proprietario e toglierà tutto ritenendole delle “croste”. Nel 2013 ho addirittura presentato un mozione per creare un catalogo, un monitoraggio, e per avviare dei percorsi coerenti , ma, soprattutto una campagna di restauro, conservazione e catalogazione di un repertorio di opere oramai sparso alla rinfusa senza un filo logico, molti dei primi lavori sono ormai abbandonati alle intemperie e al degrado. Tutte le mie preoccupazioni, in questi giorni, si sono manifestate in tutta la loro concretezza, uno dei primi murales, forse uno dei piu’ belli o 20b4da03ab0faa774bc519e262c323bfDSC_0216_optdei piu’ indentitari è stato coperto da un intervento di restauro di un edifico privato, senza che il comune abbia potuto o voluto far nulla, a parte un timido incontro con la minoranza , quasi con l’intenzione di voler scaricare su di noi quello che oramai era nello stato delle cose, la distruzione di un murales per il quale Satriano non è piu’ il paese dei 300 murales, ma dei 300 murales meno 1. Quello che è accaduto è pericolosissimo, si crea un precedente drammatico, domani chiunque può fare quello che vuole dalla sera alla mattina, può cancellare un patrimonio culturale inestimabile solo perché chi ha iniziato a realizzare i murales non si è minimamente preoccupato di creare un disciplinare e un regolamento di conservazione, tutti i sindaci che si sono succeduti hanno solo avuto l’intento di realizzare opere con la mera logica della quantità, senza una visione a medio o lungo termine, tutte le incapacità di chi ha gestito l’attrattore dei murales, in questi anni, è oggi lampante . Vincere le lezioni è facile basta mettere assieme piu’ voti di altri, avere una visione culturale è altra cosa, avere una capacità manageriale non è per tutti e non è frutto di un travaso di voti, distruggere o permettere che venga distrutto il poco che abbiamo come patrimonio è un reato. I proprietari sono ovviamente i meno colpevoli, nel loro ragionamento è meglio avere una parete pulita che un murales, ma chi ha l’onere di dare regole e farle rispettare si è reso complice di un reato, se non contro l’umanità almeno contro “….satrienesella, tra tutte re figliole la piu’ bella…” di chi l’ha realizzato e chi in questi anni l’ha ammirato a testa in su!

4 Responses so far.

  1. Francesca ha detto:

    Meglio non farsi fare i murales. Non può pagare la collettività per dipingere le case private. Fate i murales sui muri pubblici.

    • gjqaypxf ha detto:

      sono d’accordo con te. infatti a tutti quelli di Piazza Umberto I io glie l’ho detto. 36.000 euro pubblici per affrescare le case private

  2. Maria ha detto:

    Oramai è andato. Pensiamo invece a tutti quei rifugiati in paese, la sera non mi sento sicura di passeggiare, ho perso la mia liberta’. Chi sono da dove vengono perchè così tanti in un piccolo paese?

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