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Le illusioni dell’eolico e del fotovoltaico?

 

gennaio 14, 2010

Uno dei mantra del pensiero ambientalista è quello delle energie rinnovabili. Poiché, appunto, rinnovabili, e perciò potenzialmente infinite, allora come mai non abbandonare gli inquinanti carbone e petrolio, sostituendoli con l’eolico e il fotovoltaico? Tutti lo vorremmo, ma purtroppo non si può fare, sia per motivi tecnici, sia perché i costi sarebbero proibitivi.

Una delle cause che generano l’illusione delle energie rinnovabili come possibili energie del futuro, la confusione tra energia e potenza è la più importante. Infatti, se la disponibilità di energia solare è pressoché infinita, la sua potenza, ossia la rapidità con cui viene trasferita (Potenza = energia trasferita/ tempo di trasferimento), è quanto mai scarsa. Purtroppo, per soddisfare le nostre esigenze d’energia, è essenziale poter disporre di adeguata potenza. E poiché una delle proprietà dell’energia è quella della conservazione, secondo cui l’energia non si crea e non si distrugge, ma si trasforma da una forma a un’altra, ecco che si pone un problema: per quanti sforzi possiamo fare per cercare di trasformare tutta l’energia da una forma a un’altra, nel corso del processo in cui ciò avviene, se ne ottiene per forza meno del massimo consentito dal principio di conservazione. Perciò, l’efficienza di un processo di trasformazione è sempre inferiore al 100%. Non è possibile trasformare tutto il calore in energia meccanica e il rapporto tra energia meccanica ottenuta ed energia termica prelevata misura appunto il grado di efficienza di un processo di trasformazione. Come ricorda Franco Battaglia, nel suo L’illusione dell’energia dal sole, il fatto che il sole irradi 1000 volte più energia di quanto ne consumiamo, poco importa, poiché l’energia solare non è né energia elettrica, né energia meccanica, e per poterla utilizzare dobbiamo trasformarla. Per questo, occorre ricordare che le turbine eoliche e i moduli fotovoltaici non sono generatori, bensì trasformatori di energia. E assai poco efficienti. Gli ambientalisti vorrebbero portare la produzione di energie rinnovabili al 20% del nostro fabbisogno. Eppure, facendo un confronto tra nucleare e rinnovabili emerge chiaramente la convenienza del primo.

Riguardo all’energia eolica, i suoi sostenitori portano come esempi di successo Danimarca e Germania, con la prima che produce con il vento il 10% dell’energia che consuma, mentre la seconda ha installato 18 mila turbine equivalenti a 18 Gigawatt di potenza, con l’intento, pare, di portarli a 48 entro il 2020. Solo che in Danimarca il vento soffia bene, mentre le 18000 turbine eoliche tedesche, che se poste in Italia a 80 metri di distanza l’una dall’altra formerebbero una fila dalle Alpi alla Sicilia, forniscono alla Germania solo il 5% dell’energia che consuma, contro il 30% del nucleare. L’Italia, poi, avendo una popolazione 10 volte maggiore di quella danese, dovrebbe installare un numero di turbine 10 volte maggiore, e in un paese assai meno ventoso. Infatti, non sempre il vento soffia come si desidera. Poiché l’intento sarebbe quello di coprire con l’eolico il 10% del fabbisogno elettrico italiano (4000 Megawatt di potenza), e poiché l’esperienza con i parchi eolici del mondo ci dice che la potenza erogata è 1/6 di quella installata, ecco che dovremmo installare in un territorio di almeno 2000 km² circa 24000 (6X4000) turbine, che rimarrebbero in esercizio per meno di 20 anni, al costo di 1 milione € l’una (24 miliardi € totali), mentre la stessa energia verrebbe prodotta da 4 centrali nucleari che rimarrebbero in esercizio per ben 40 anni, al costo di 2,5 miliardi € l’uno (10 totali), in 1 km² totale di estensione. L’installazione di 48000 turbine farebbe risparmiare sugli impianti nucleari evitati (5 miliardi €) e sull’uranio (9 miliardi €), per un totale di 14 miliardi €, ma comporterebbe costi per 48 miliardi €, con una perdita netta di 34 miliardi €. Così, i contribuenti tedeschi sarebbero costretti a mantenere un’attività che dovrebbe concorrere alla disponibilità di energia abbondante, economica e pulita, ma che non è né abbondante e né economica.

Riguardo al fotovoltaico, la sua potenza reale è circa 1/9 della sua potenza di picco (cioè a mezzogiorno con il cielo limpido) e coprire il 10% del fabbisogno elettrico italiano occorre tener conto che la potenza erogata è 1/9 di quella installata. Il costo dei moduli è circa di 6,5-7 € per watt di picco, che moltiplicati per 9 diventano 57-63 € per watt, con una media di 60 € per watt, ossia 60 miliardi € per Gigawatt. Per produrre il 10% del nostro fabbisogno energetico, ossia 4 Gigawatt annui di energia elettrica, dovremmo installare pannelli solari in un territorio di almeno 200 km², che rimarrebbero in esercizio per meno di 20 anni, al costo totale di 240 miliardi €, dato da 4 Gigawatt di energia elettrica annua moltiplicata per 60 miliardi €. E con pannelli solari che richiederebbero una pulizia costante ogni settimana, il che costa. E non poco! La chiamano rivoluzione verde, perché ci lascerà al verde?

 

(Ragioni dell’Occidente, 14/1/2010

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