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LA PISCINA SI DEVE AFFIDARE, SOLO, AD UN SOGGETTO QUALIFICATO E CON SOLVIBILITA’

In questi giorni, al solito vengono addotte tutta una serie di spiegazioni sulla chiusura della piscina. Risparmiandovi il noi ve lo avevamo detto! Ma esattamente a partire dal 4 giugno durante un comizio, dove ad onor del vero avevamo preannunciato a mo di facili oracoli molte delle sorprese che poi man mano si sono dimostrate, purtroppo la nuda realtà,  in seguito almeno con altri 5 interventi pubblici, 2 interrogazioni e una mozione abbiamo asserito che la situazione della piscina comunale era agli sgoccioli. Le responsabilità riteniamo siano diffuse, ascrivibili a tutti gli interlocutori. Tra gli interlocutori c’è, vogliamo rammentarlo a qualcuno, anche l’amministrazione comunale. La stessa amministrazione che pochi anni fa ha sottoscritto un contratto di gestione con la società oggi rea per 13 anni. Società che ad onor del vero si era distinta per una gestione capace di far funzionare l’impianto e di stabilizzare anche 4 lavoratrici. Non volendo entrare nel merito della vicenda che riteniamo assumerà degli strascichi legali, ma dobbiamo dire quello che risulta ai fatti: il comune di Satriano ha rescisso in maniera unilaterale, il contratto di gestione con determina dirigenziale n° 48 del 01.04.2010, attivato una procedura di risoluzione per inadempimento del contratto “ rep. N. 689 del 10.03.2006”. Ecco perché la piscina chiude e non perché la società ha deciso di disimpegnarsi dall’impianto di Satriano. Al solito c’è qualcuno che mistifica la realtà. Sulla possibilità poi di poter affidare in maniera temporanea l’impianto ad un altro soggetto crediamo che questo non possa avvenire ai sensi del regolamento dei pubblici appalti e soprattutto non deve avvenire in quanto la struttura della piscina comunale è un patrimonio della collettività e non deve essere utilizzata a fini personali, favorendo  amici di turno anche se “esotici”. Si deve avviare in vece un bando di gestione serio che tuteli la struttura, l’immagine della stessa e attivi tutte le garanzie nei confronti del nuovo gestore in termini occupazionali e che verifichi a pieno solvibilità soggetto individuato.Come gruppo di minoranza non permetteremo nessuna fase transitoria, pretenderemo il rispetto della legge e si scongiuri alcun atto pregiudiziale nei confronti dei soggetti interessati e soprattutto per il futuro dell’impianto. Abbiamo molte riserve anche sul tanto sbandierato progetto “Torraca”. Progetto che prevede la istallazione di pannelli solari mediante l’attivazione del credito sportivo per la somma circa di € 300.000. Un provvedimento palliativo che non risolve il problema dei costi energetici che restano ingenti: circa 80.000 € annui. Il solo impianto fotovoltaico, intervento alquanto oneroso, farebbe risparmiare all’ente o alla gestione solo 10.000 € annui. Mentre lo sforzo per ridurre la spesa dovrebbe orientarsi verso un impianto diversificato di coogenerazione.

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