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LA PISCINA DI SATRIANO, COME RIPORTATO DA QUESTO GRUPPO NON APRE PIU’ PER QUESTO ANNO

 Finalmente, con un laconico e forviante comunicato stampa hanno ammesso la verità. Non era abbastanza averlo detto da un’anno che gli interventi della giunta rischiavano di vanificare gli sforzi di chi aveva realizzato e gestito la piscina negli ultimi lustri. Credendosi onnipotenti hanno rescisso il contratto con una società, credendo che poi era facilissomo trovarne altre. Oggi sui giornali dichiarano che la piscina non apre perchè sull’affidamento è in corso un ricorso la TAR. Scusa puerile ed incostistente, nessun amministratore sospende l’affidamento per un ricorso, nel frattempo avvia l’apertura per non creare disservizi e non far perdere posti di lavoro, poi in caso di pronunciamento sfavorevole prende gli adempimenti del caso. Nello specifico quella del TAR ci sembra un scusa puerile. Non vorremmo che la società affidataria avesse rinunciato nel frattempo a cusa dei danni alla struttura o degli eccessivi costi delle utenze. Non vorremmo che anche la seconda in graduatoria avesse rinunciato. Allora perchè continuare a dire quello che tutti sanno, ormai, le responsabilità della chiusura della piscina sono ascrivibili alla pessima gestione che la giunta di Satriano ha avuto di fronte alle difficoltà dell’impianto, prendendo delle decisioni che hanno vanificato l’impegno delle tante persone che avevano trasformato un sogno in realtà, portare in un paese di 2.000 anime una struttura natatoria capace di funzionare per quasi 15 anni. Noi adiremo anche alle vie legali per sancire di chi sono le responsabilità di un danno immateriale per l’immagine della collettività, ma soprattutto economico. Il comune dovrà sostenere almeno due cause con società interessate alla questione, senza trascurare le 4 unità che hanno perso il lavoro e in danni per l’indotto che la struttura aveva creato. Ma la causa piu’ grossa è quella morale nei confronti della colletività satrianese, aver fatto chiudere speriamo non per sempre una realtà di tutti frutto del sogno visionario e concreto di uno capace di costruire e lasciare in eredità a chi ha dimostrato in questo caso e in altri di sapere solo dilapidare e sprecare.

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