Home » GOVERNO OMBRA » IL VOLO DELL’ANGELO SULLE NOMINE REGIONALI

IL VOLO DELL’ANGELO SULLE NOMINE REGIONALI

La sapete l’ultima?, una delle piu’ belle esternazioni del panorama politico regionale, non priva di un certo coraggio ed onestà intellettuale è stata la dichiarazione  di Vincenzo Folino, fatta ai giornalisti dopo la pubblicazione delle nomine, di sua competenza in seno alle commissioni regionali. Del resto il presidente aveva dato prova di carattere e spregiudicatezza anche nella scelta dello slogan elettorale: ho un brutto carattere! Per chi passerà alla storia per essere il padre politico di uno dei piu’ riusciti intereventi di animazione territoriale, capace di essere uno dei pochi veri attrattori turistici, come il volo dell’angelo, diremmo che la dichiarazione non è altro che un volo ad angelo sulle aspettative dei pochi illusi della regione. Quegli illusi che ancora rispondono ai bandi regionali. Persone che vedendo dei bandi pubblicati dal massimo Ente regionale, ancora si ostinano a rispondervi in massa. Del resto c’è chi ancora, tapino, crede che se un ente pubblichi un bando questo essendo pubblico sia aperto a tutti. No. Il Presidente Folino ha finalmente detto la verità: Noi pubblichiamo dei bandi per le nomine regionali aperte a tutti, ma in realtà sono solo una finta e allora perché non dire la verità, basta con la scocciatura di dovere ricevere migliaia di auto candidature, spontanee ed ingenue, facciamo una cosa tutta inter nos, tra noi addetti al mestiere, del nomine, si intende, la prossima volta noi decidiamo chi sono i candidati e noi i nominati, facciamo un scrematura. Dopo le candidature nei seggi, la collocazione nelle liste, nei listini ci hanno tolto anche l’ultima illusione: l’auto candidatura per le commissioni regionali. E pensare che ci credevo anche io, è la seconda volta che mi auto candido, vuoi vedere che la prossima volta senza candidarmi sarò nominato. Con la speranza che cambi il Grande Fratello.

 Tonino Iallorenzi   Questo ha detto Folino:  “La volontà di partecipazione che si registra intorno alla vicenda delle nomine regionali è certamente apprezzabile, meno apprezzabile è la delusione che poi si determina e che produce un effetto negativo nel rapporto fra politica e società. Per questo rivolgo un interrogativo alle forze politiche: ha ancora un senso fare le nomine in questo modo o è il caso di cambiare la procedura?”.

Il presidente del Consiglio regionale, Vincenzo Folino, una proposta ce l’ha, e l’ha resa pubblica nella conferenza stampa convocata per commentare le nomine effettuate ieri sera con i poteri sostituivi: “Se vi sono tante istanze – ha affermato conversando con i giornalisti – l’autocandidatura può rivelarsi una beffa, perché a parità di requisiti non è prevista una procedura di confronto. In futuro credo che vada mantenuto il carattere pubblico della procedura, superando però l’autocandidatura e prevedendo che siano consiglieri, gruppi consiliari e realtà associative ad assumersi il compito di presentare le candidature e di fare sintesi, così come è richiesto a chi democraticamente riceve un mandato dai cittadini”.Per rafforzare il suo ragionamento Folino ha richiamato i dati numerici essenziali di questa tornata di nomine: circa 4.500 istanze, prodotte da 800 persone (250 solo per i revisori), contro le 6.759 istanze del 2006, l’ultima tornata di nomine, quando i proponenti furono 1.755. Una diminuzione giustificata anche dal fatto che, “fatta eccezione per le nomine principali, non più di una decina e quasi tutte di competenza della Giunta – ha detto ancora Folino – la maggior parte delle altre non riguardano enti di gestione, ma organismi previsti da leggi e che quindi siamo obbligati a costituire, ma che si riuniscono pochissime volte. Organismi sulla cui utilità e composizione è giusto interrogarsi, proprio nel momento in cui, solo per fare un esempio, la Giunta dovrebbe tra l’altro ripresentare il ddl sulla governance in agricoltura e gli stessi meccanismi di partecipazione democratica saranno al centro del dibattito sul nuovo Statuto”.

Folino ha ringraziato infine “quanti in questi anni hanno fatto parte di organismi ed enti e non sono stati riconfermati”, ed ha augurato buon lavoro a quanti sono stati nominati in questa tornata di nomine. “Ho cercato di contemperare i requisiti di competenza ed esperienza richiesti con le indicazioni giunte dai gruppi consiliari”, ha detto poi Folino illustrando il metodo adottato per le nomine. E a chi gli ha chiesto lumi in particolare sulla nomina di Ercole Trerotola alla guida del Corecom, ha risposto “di aver preferito un avvocato per le sue competenze in materia di conciliazione, ma anche per il rispetto che si deve ad una cultura politica differente e lontana dalla mia”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *