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GLI OPERATORI CULTURALI E DELLO SPETTACOLO E I POLITICI LUCANI PRENDANO ESEMPIO DAL CASO MONTEVERDE(AV)

C’è una realtà a pochi chilometri in linea d’aria dalla Basilicata che dovrebbe essere da esempio per tutti quelli che operano nel campo della cultura e dello spettacolo in Basilicata. Ancor di piu’ per chi ogni anno destina centinaia di migliaia di euro se non addirittura milioni per eventi solo nelle intenzione non certo nei numeri o nello spessore, e sempre alla prima edizione. La meta che dovrebbe ispirare i tanti soloni lucani della cultura è Monteverde nella alta Irpinia. Soloni che ogni anno mettono in piedi cartelloni ed iniziative autoreferenziali, condivise solo da loro stessi molto meno dal pubblico, fatta eccezione per pochissimi attrattori, quali, il Volo dell’Angelo, Grancia e questo anno la città dell’utopia o gli attrattori naturali come Matera e Maratea. La regione è un brulicare di eventi, di direttori artistici e registi iper sponsorizzati dalla classe dirigente ma senza alcun pedigrèe o sensibilità artistica che dilapidano fondi dell’erario senza ritorni di alcun genere per la collettività ne tanto meno per il patrimonio immateriale del territorio. In Basilicata non a Monteverde, lì si compie un miracolo artistico e di partecipazione collettiva. Lì si realizza un evento unico in Italia fatto di solidarietà e volontariato. Lì si raccolgono e si distribuiscono incassi per circa 600.000 € in 4 anni in progetti concreti, non sterile beneficenza. Lì, solo questo anno, stagione record, si sono visti circa 50.000 visitatori in 1 mese con 33.000 biglietti venduti, con un’ incasso che sarà totalmente devoluto. Lì si è avuta una visibilità mediatica a livello nazionale. Si è parlato di Grande Spettacolo dell’Acqua in tutti i contenitori piu’ importanti. Lì. In Basilicata si spendono soldi e si foraggiano gli ascari della ribalta, sacrificando inutili risorse. Eppure in un mese ne hanno fatto di passerella, i politici e i mediatori dell’offerta culturale lucana a Monteverde. Sono passati consiglieri regionali, europei, assessori regionali, consiglieri di minoranza, candidati a presidente della regione gia membri della commissione europea, consiglieri provinciali, ex presidenti di regione e di provincia, agenti, presidenti di consorzi, di Gal, di PIOT e sindaci, mi auguro che oltre  a fare passerella o degustare amabilmente bottiglie di vino gentilmente offerte dall’organizzazione abbiano potuto capire parte del messaggio che si respira a Monteverde, dove il grande attrattore è il clima di dedizione all’altro e la causa universale di un evento capace, sia di fare grandi numeri, ma soprattutto di avere come fine l’altro e gli ultimi della terra. Chapeau Monteverde, io da lucano mi sento un po’ piu’ piccolo di prima.

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