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FOTOVOLTAICO SI, FOTOVOLTAICO NO

 Un po’ tutti siamo abituati a ragionare a compartimenti stagni. La questione energetica e quella della energia “pulita” non può essere trattata, ne in maniera ideologica ne sul piano dell’out out . L’energia pulita e quella del fotovoltaico non è certo la panacea per risolvere la questione dell’ approvvigionamento energetico. Il fotovoltaico, a detta di tutti gli studiosi, è una energia costosa e poco redditizia. Per coprire il fabbisogno di un paese di 2.000 anime non basterebbe cospargere con pannelli l’intera superficie del territorio di Satriano. Con questo non diciamo che siamo contrari a fotovoltaico, siamo, invece, contrari allo sfruttamento intensivo e su larga scala che violenta il territorio e che fa arricchire pochi, mentre danneggia molti. Siamo invece favorevoli ad un utilizzo domestico della tecnologia. Coprire i tetti di edifici pubblici e delle case dei privati, permetterebbe agli enti e alle famiglie di avere un notevole sconto sulla bolletta energetica. Questa è la vera frontiera del fotovoltaico. In sostanza dato che l’investimento energetico nel fotovoltaico viene finanziato con il 10% della bolletta elettrica di ogni famiglia, non comprendiamo perché dobbiamo finanziare multinazionali dell’energia o chi tende a fare un profitto solo personale senza ricadute per la collettività. Se l’energia pulita deve essere a carico delle famiglie che contribuiscono con la bolletta, dovremmo incentivare le famiglie a realizzare piccoli impianti privati. Per risolvere la questione energetica occorre, in sintesi, quello che gli esperti chiamano bouquet energetico. Vale a dire percorrere piu’ soluzioni, senza tralasciare nulla, sapendo che la nuova frontiera energetica è il risparmio, basterebbe poco per risparmiare il 30% dei consumi in una famiglia. Differenziare la produzione energetica significa investire su piu’ settori, quello delle energie pulite, il termico, gli idrocarburi, quella del risparmio energetico, magari con impianti domotici, strumenti poco utilizzati in Italia. Tutti, porterebbero alla soluzione del problema. Sul nucleare, i recenti fatti hanno aumentato tutte le nostre riserve. E’ una energia costosa e pericolosa. Senza trascurare che il combustibile primario, l’uranio è in via di esaurimento, molte delle centrali attive nel mondo vengono alimentate da scarti riciclati di altre centrali che hanno come base il plutonio, elemento ancora piu’ pericoloso ed instabile. Senza trascurare che alcune centrali nel mondo sono alimentate da uranio raschiato letteralmente dalle testate atomiche dell’ex Unione sovietica. Siamo a favore del fotovoltaico e come abbiamo piu’ volte detto a quello domestico, mentre per piccoli investimenti intensivi si dovrebbero usare zone già cementificate, come fabbriche dismesse, parcheggi, spiazzali di ex insediamenti industriali , etc.

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