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FACCIAMO PRESTO LA SITUAZIONE A SATRIANO E’ GRAVISSIMA, SI RISCHIA L’EMERGENZA SOCIALE

Satriano è un paese come altri, ma diverso da altri

Satriano è un paesino come altri, si spopola. Satriano è un paese come altri c’è poco lavoro. Il 50% e forse piu’ ha perso il lavoro, è in cerca di lavoro e forse non lo agogna piu’, come tanti altri. Molti sono i paesi dove non c’è una visione complessiva dei problemi, dove non ci sono programmi, dove il terremoto ed il post terremoto sono state delle mere illusioni, dove gli investimenti hanno arricchito pochi e disilluso molti. Satriano è come tutti i paesi della Basilicata, dove c’è stata una illusione post industriale o artigianale e poi tutto è franato davanti alla minima crisi economica. Ma diversamente da altri paesi, Satriano non ha un tessuto economico strutturato da assorbire nemmeno una persona nel mondo del lavoro. Satriano è piena di persone ultra cinquantenni o padri di famiglia che sono fuori dal mercato del lavoro, persone che non riescono piu’ ad inserirsi dopo il fallimento dell’area industriale Isca/Pantanelle, persone che aspettano come unica speranza tutte le iniziative che si avvicendano a conforto di chi è fuori dagli ammortizzatori sociali. A Satriano vi sono quasi una quarantina di padri di famiglia che aspettano degli esiti positivi del reddito d’inserimento, di cui non se ne sente piu’ parlare. Dopo una accelerazione tutto è naufragato di fronte alle note vicende ENI. In tutti i paesi vi sono padri di famiglia disillusi e con i nervi a pezzi così come a Satriano. Qualcosa, tutti, dovremmo fare è una esigenza sociale che potrebbe diventare quanto prima allarme. Del resto è inutile per alcuni fare analisi sugli errori di prima, anche se partendo da quegli errori si può immaginare di non farne piu’. Per qualcuno è antipatico sentire dire che alcuni investimenti industriali ad Isca sono state delle meteore, dei bluff o delle iniziative a scadenza mentre in altre realtà , vedi Balvano sono arrivate imprenditori con la I maiuscola. Nemmeno non si può ricordare che a Isca sono arrivati imprenditori che volevano trasformare le noci di cocco e l’ananas da produrre in loco, prendendo finanziamenti. Chi aveva l’onere di vigilare, programmare ed indirizzare sui territori non l’ha fatto e questi sono ora i risultati: decine di famiglie che aspettano risposte dalla regione, risposte che credo arriveranno, in emergenza, ma per quanto tempo la regione potrà farsi carico, in emergenza, di loro se chi si doveva occupare della normale gestione ha fatto passare le noci di cocco a Isca. Serve una programmazione per la domanda di lavoro, compatibile con una offerta coerente con i territori, e duratura, ma oggi l’emergenza c’è, sono le circa 2.500 persone senza reddito. FATE, FACCIAMO PRESTO!

4 Responses so far.

  1. Rocco Antonio ha detto:

    Quando poco più di un mese facevo su FB una analisi di questo genere qualcuno mi rispose che i miei numeri non erano esatti.ma nessun ragionamento per dissentire il mio mi fu risposto.

  2. IVA ha detto:

    L’Azienda più grande a Satriano è il Comune. Poi chi viene? La Piscina? C’è poca voglia a Satriano di osare.

    • gjqaypxf ha detto:

      il comune ha 18 dipendenti fil time e 2 part-time, poi ci sono un paio di aziende private con 6,7,8 dipendenti! l’atra cosa credo che abbia un solo dipendente assunto, tutti gli altri vanno avanti con contratti sportivi(5-10 € ora)!

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