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EX STANDARD TELA …e chi ci pensa piu’?

Standardtela, quale futuro? In questi giorni molti lavoratori della ex azienda della Zucchi stanno sulle spine per conoscere un futuro a scadenza. Di fatti, la Regione  nei panni dell’assessore Mastrosimone, solo tra 10 giorni incontrerà  l’INPS per decidere sulla cassa integrazione in deroga. Mentre tanti sono le preoccupazioni per gli extra quarantenni o per chi è già in mobilità. Nonostante le buone intenzioni, anche se tardive, del dipartimento regionale, riteniamo che questo stillicidio pepetuo ed annuale non sia quello che si aspettavano i tanti lavoratori, perdenti posto, quattro anni fa. La regione, dopo i tanti proclami o le Task Force, nulla ha fatto di concreto per i tanti lavoratori e le loro relative famiglie.

Non abbiamo molto da dire se non accusare chi ha avuto responsabilità in materia, amministratori regionali, sindacati e amministratori locali, tutti muti da anni sulla vicenda.

Noi non possiamo che mantenere desta l’attenzione sulla questione pubblicando un articolo  del 21.03.07.

RIFLESSIONE SUL CASO JOB AND COLORS 

Nello scrivere questo volantino, abbiamo piu’ volte ragionato sulla utilità dello stesso . Non volgiamo essere critici, a priori ,nei confronti di nessuno.

Comprendiamo l’esigenza di tante famiglie che da un’ anno stanno andando avanti con la sola entrata mensile  della cassa integrazione,  con l’ansia di vedere magari finire tutto in una mobilità senza prospettive .

Il tema è delicato, a volte bisogna fare presto.

A volte e meglio un brutto accordo che nessuna prospettiva.

Ma in questa storia ci sono molti lati oscuri , ed è per questo che abbiamo deciso, come movimento giovanile dei moderati, di uscire con alcune considerazioni che non vogliono certo essere strumentali alla vicenda.

Non vogliamo ledere la sensibilità delle tante famiglie coinvolte . Per molte persone l’accordo raggiunto è il migliore è il piu’ auspicabile. Noi Vogliamo portare alla luce cose che poi tutti sanno, un po’ come il segreto di pulcinella. Per evitare di trovarci tutti , di nuovo di fronte alla stessa situazione. Una fabbrica che chiude è una sconfitta collettiva ,per un territorio così fragile economicamente come il nostro .

I dubbi sono tanti :

  • Un anno fa uno dei più grandi imprenditori tessili d’Italia ( Zucchi ,17 stabilimenti in attività) chiude ad Isca per le conseguenze della saturazione dei mercati, della globalizazione e della concorrenza cinese;
  • 120 dipendenti circa vengono messi in cassa integrazione straordinaria per 2 anni con un bonus finale di 15.000 € ;
  • 6 mesi fa si inizia a parlare di diverse aziende  interessate a rilevare la ex Standard Tela tra cui la Job and Colors di Prato;
  • • nessuno si è insospettito dalla struttura giuridica della società
    (SRL) , non sono serviti gli esempi del prendi i soldi e scappa delle
    tante società del post terremoto ?
  • Prato , cittadina toscana, piu’ di tutti in Italia a vissuto il miracolo economico negli anni ’60, ma piu’ di tutti sta pagando la crisi del tessile . Ci sono migliaia di aziende chiuse, molte hanno tentato di de localizzare, con alterne fortune all’ estero ;
  • Il ministero con Regione Basilicata, Enti Pubblici, rappresentanze sociali ed ASI hanno stipulato un accordo con l’azienda di Prato;
  • Ammontare dell’accordo 40.000.000 di € , di cui 28 a carico dello stato e 12 da parte dell’imprenditore toscano;
  • L’imprenditore Petrucci, titolare della Job è reduce da una precedente iniziativa imprenditoriale la B.P. Rifinizioni con il socio Becagli. Divisisi uno è passato alle lavanderie industriali il Petrucci ha fondato la Job investendo subito nell’Est Europa. Fallita la stagione internazionale decide di passare ai filati di qualità e dove decide di investire ?  ad Isca Pantanelle.
  • Già altri hanno sollevato questo punto. La rete(internet), rappresenta un’importante strumento per presentarsi e farsi conoscere. Possibile che una azienda così importante non abbia un sito internet ?
  • Basta andare su Google per trovare notizie poco edificanti sulla Job and Colors e il suo titolare: si trovano le tracce delle precedenti e poco fortunate esperienze imprenditoriali ;
  • Nell’accordo oltre ai 28.000.000 di € il Petrucci ha ottenuto ed imposto :

1.    alla parti sociali (sindacati) di avere una presenza soft nello stabilimento per almeno 5 anni , con evidenti ripercussioni sui diritti dei lavoratori;

2.    contratti di formazione lavoro (quanto in busta paga ?) per tutti i dipendenti, sia per le 50 nuove assunzioni che per quelli già formati da 13 anni di esperienza nella precedente azienda targata Zucchi , per un numero imprecisato di anni ;

3.    pagamento dei  salari, per 7 anni, a carico dello stato!

Ha volte è meglio poco che niente. E’ meglio conoscere il proprio destino che affrontarne uno senza una meta.

Ma è possibile che non ci fosse un’ altra soluzione ?

Magari anche fantasiosa è difficile .

Dalle difficoltà, dalle scommesse , dalla fantasia , dalle capacità maturate dagli operai a volte nascono grosse imprese.

C’è un’azienda (la Pedavena) in un paese del Bellunese che faceva Birra Artigianale, Fu rilevata dalla  Heineken che poi tentò di chiuderla . Gli operai si ribellarono e senza contributi statali hanno continuato a produrre . Ora anche se in una nicchia , stanno sul mercato e l’azienda è loro . Hanno un capitale.

Era così astrusa ,per esempio, l’ipotesi di una autogestione aziendale .

28.000.000 di € , 7 anni di stipendi garantiti dallo stato non sono un baratro.

Unica certezza di questa vicenda è che chi ha deciso , perché qualcuno a vari livelli avrà pure deciso , per 7 anni non ha  garantito il lavoro a 170 operai. Non ha migliorato il tenore di vita di molte famiglie dell’area del Melandro e di Satriano. Non ha reso sicuro il posto di lavoro degli addetti .

Ha semplicemente trovato il modo di ricattare politicamente per 7 anni le famiglie di 170 persone.

Perché solo chi sta nella precarietà, nella insicurezza del futuro e ha bisogno  di certezze è un voto sicuro!

Il nostro vuole essere un contributo sereno alla discussione.

Non vogliamo essere dei menagramo , ma piu’ indizi fanno un prova .

Job and Color’s ,lavoro a colori nella nostra maccheronica traduzione dall’inglese. Solo che qui l’unico colore in gioco è quello dei soldi sborsati da noi tutti .

Subito dopo il terremoto con gli incentivi della legge 219 arrivarono in Basilicata tanti pseudo imprenditori . Ad Isca ottenne il contributo uno che voleva inscatolare banane ed ananas da produrre in loco sulle rive del Melandro. Ci avevano preso per un paese tropicale,  quelli .

Questi ci vogliono prendere per i fondelli .

Possibile che la vicenda SINORO non abbia insegnato nulla a nessuno, tante sono le similitudine .

Nella Metafora del vaso di Pandora,  nessuno doveva vederci dentro per non far scappare le virtu’ , ma la curiosità spinse a violare la consegna liberando il bene dal suo interno, lasciandoci solo l’inganno.

Qui non c’è il vaso ma solo un Pacco, e tutti ne conosciamo il contenuto ! 56.000.000.000 miliardi del vecchio conio in saccoccia alla JOB AND COLOR’S .

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