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ETNOFOLKPIETRAFESA COSì PARLO’, OPERO’, PARLA ED OPERA TONINO IALLORENZI

Chi scrive, dal 2003 non ha prodotto a Satriano nessun intervento culturale (nel 2007 mangia e ridi in tour, una serata del format Mangia e ridi, da cittadino e non consigliere comunale, ma non certo un evento strutturato). L’ultimo fu lo spettacolo en plein air che apriva la manifestazione A TAVOLA CON LA REGINA GIOVANNA. Iniziato nel 1999 rispolverando il Percorso eno-gratronomico a Tavola con la regina Giovanna, messo in scena nel 1996 e 1997 da due cittadini Satranesi (A.B. e N. C.) e fermo nel 1998. Il sottoscritto, lavorando per l’allora GAL leader II cercò di riprendere la manifestazione interpellando il due ideatori con l’intento di implementare uno spettacolo dal titolo 1421 la Leggenda di Satriano. Lo spettacolo fu replicato nel 1999, 2000, 2001, 2002 e 2003 . L’ultimo anno costò alle casse comunali 2.340 €. Incassammo oltre 5.000 € di libere offerte solo nell’ultima serata delle 3 serate del 2003. Il ricavato spontaneo fu diviso con tutti i figurati, circa 70. Il percorso fu organizzato in tutte le edizioni dal 1999 al 2003 dalle associazioni di Satriano, le quali gestirono incassi e profitti. Il mio disimpegno fu una costrizione forzata, frutto di scelte dovute all’atteggiamento di “tabula rasa” messo in campo dai neo amministratori del 2004 che tagliano tutte le iniziative precedenti a favore di altre, tra queste L’Etno folk e il Pietrafesa.  Dal 2009, da quando svolgo il ruolo di Consigliere, ho sempre declinato qualche timido tentativo di ricoinvolgermi nella offerta culturale. Pur continuando a lavorare nel settore, ininterrottamente, fuori paese, svolgendo il ruolo di direttore artistico o animatore culturale per eventi regionali, interregionali e nazionali, tra gli altri: il grande spettacolo dell’acqua, dell’aria, formatore per diversi tour operator, le taverne di Vietri, le dea mefhitis, Mangia & Ridi, Venosapak ed altri.  A Satriano ho sempre voluto avere un ruolo laico, non mi sono fatto coinvolgere, pur soffrendo molto vedendo il declino dell’offerta culturale, perché se si vuol far politica non bisogna essere carne e pesce contemporaneamente, come altri hanno regolarmente fatto. Negli ultimi due anni gli inviti sono stati più concreti, soprattutto per opera della pro loco, sia nella gestione Nicola Salvia che ringrazio per la fiducia che voleva accordarmi un anno fa, per la costanza del suo impegno e la continuità oltre trentennale di presenza sul territorio. Nicola è stato da me pesantemente attaccato negli anni, a lui contestavo la poca ricaduta sul territorio degli ingenti investimenti dei primi anni dell’Etna Folk (anche se la sua versione nel Bosco Ralle ebbe presenze importanti). Anche dall’ultima gestione ha voluto coinvolgermi, a tutte e due ho detto di no, per coerenza con quanto detto in passato e per la mia posizione nei confronti dei due macro contenitori che ho citato prima. Ho sempre detto che non vi era una idea. Una regia e una narrazione utile per incontrare la domanda turistica. Ho sempre detto e documentato che dal 2005 hanno bruciato oltre un milione di euro per le due feste senza ricadute. L’università di Torino ha presentato uno studio con il quale dimostra che la cultura è ricchezza e da lavoro, se è capace di trasformare 1 € di finanziamento pubblico in almeno 5 € di ricadute in termini di qualità della vita, immagine, ricadute occupazionali, reddituali o di auto formazione. Non credo che dal 2005 Satriano abbia beneficiato dei soldi spesi per queste manifestazioni. Non è colpa di chi ha gestito la Pro loco oggi o ieri, dovremmo solo ringraziarli perché almeno hanno messo la faccia, se hanno una colpa è quella di non aver ascoltato chi come me gli diceva di non farsi carico di responsabilità politiche non loro, o di salvare o lavare estati e responsabilità trascinandosi dietro un carrozzone voluto, scelto e pensato da altri. Perché il fallimento di certe iniziative senza una scrittura, una idea, una visione, una regia, un canovaccio, un allestimento scenico, senza uno spettacolo o un attrattore spettacolare sono politiche, di chi ha cancellato nel 2004 quello che già era presente e che faceva arrivare a Satriano migliaia di persone. Ci vorrebbero 10 edizioni per fare i numeri del 2000, 2001, 2002 o 2003. Lo dico io ad alta voce, perché questi sono i fatti al netto del provincialismo di chi ha voluto cancellare quello che funzionava per dei contenitori senza senso. Mi verrebbe da fare una domanda a molti, dove sono i soldi bruciati dal 2005 ad oggi? Chi ne ha beneficiato di questi fondi? i cittadini di Satriano? E Perché? L’immagine di Satriano? Possibile che solo io in questi anni ho sentito lamentele dai forestieri che sono venuti a Satriano? Li ho sentiti lamentarsi dell’attuale offerta culturale e spettacolare, rimpiangendo quello che invece trovavano fino al 2003. Non sono arrogante, ne autoreferenziale a dire queste cose, anzi sono stato fin troppo silente a sopportare 15 anni nel dire queste cose. Auguro alla manifestazione del Pietrafesa un grandissimo successo il 13 Agosto, ma finora i due contenitori sono stai un fallimento continuo, fin dalla loro genesi, salvando L’Etno folk nella versione bucolica al bosco Ralle. Stendo poi un velo pietoso sul provinciale tentativo di copiare tradizioni Diamantine. La responsabilità è politica di chi ha rovinato il paese dal 2004 ad oggi, sbagliando anche l’impossibile, le feste! La responsabilità è politica perché il paese non partecipa, non ha entusiasmo, non trova identitarie certe proposte. La responsabili è politica perché c’è gente che oggi si lamenta, quando negli anni ha sempre inzuppato nei vari contenitori, facendo passare me per guastafeste quando dicevo che la proposta era scarsa (lo dico dal 2005, non da quest’anno). E’ politica la responsabilità perché oggi qualcuno scrive post accusando chi gli paga le serate. Se si vuole essere critici, bisogna essere indipendenti, non si può essere critici la mattina e la sera pretendere cachet dalla Pro loco o dal comune. Il sottoscritto oltre ad avere un curriculum piu’ corposo, il cachet dalla Pro loco l’ha rifiutato, a malincuore perché nel suo animo ha sempre voluto contribuire, per coerenza con gli elettori e soprattutto con se stesso. Ecco perché sono un buon attore, so mantenere la parte e soprattutto ho buona memoria, ricordo tutto il copione e i comprimari! Potrei essere un buon amministratore perché orami ho la certificazione di essere uomo LIBERO!

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