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DOPO LA PISCINA CHIUDE ANCHE L’IMPIANTO DI IRRIGAZIONE?

A Satriano è stato completamente abbandonato il settore primario. Non certo dalla popolazione, ma dagli amministratori. Il nostro paese è storicamente a vocazione agricola. Abbandonare un settore vitale come l’agricoltura sarebbe assurdo e contraddittorio. Ma è la triste realtà. Negli ultimi bilanci comunali a fronte di una manovra complessiva di circa 4.000.000 di €, solo poche migliaia di sono state impegnate per investimenti, promozioni, incentivi e manutenzioni in campo agricolo. Strutture propedeutiche e funzionali allo smaltimento e distribuzione dei prodotti autoctoni sono stati destinate ad altre funzioni e di fatto alienate rispetto all’utilizzo primario. L’impianto d’irrigazione, fiore all’occhiello di una crescente e rinvigorita vocazione produttiva è abbandonato a se stesso. Negli ultimi anni non si fa piu’ manutenzione e attività di verifica sulle condotte. Ogni problema, rottura o strozzatura, per mancanza di fondi e di una reale attenzione dell’Ente, viene risolta con una drastica chiusura delle mandate degli snodi. Tempo 2 anni e l’impianto di irrigazione diventerà solo un serpente rosso di inutile  ferraglia . Bella visione programmatica. Di chi sarà la colpa ora? Dei pochi contadini che ancora resistono? Noi abbiamo presentato una ennesima mozione con la quale chiediamo di avviare una verifica totale sugli impianti utilizzando fondi royalties, utilizzando ad esempio 30.000 € destinati alla seconda fase del piano facciate. Somma che sarebbe utile a risolvere alcune esigenze manutentive, ma è del tutto irrisoria per un piano facciate che interessi piu’ cittadini e non i soliti accoliti.

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