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DOPO DISCARICA E FOTOVOLTAICO RITORNA DI NUOVO IL PETROLIO, E’ SOLO SFIGA?

Gruppo consiliare satriano insieme

Nel 2007, quando decisi di uscire platealmente da circolo degli indignati delle mura  domestiche, per debuttare,  girone senza ritorno e poco conveniente, agli occhi della borghesia votante, dei dimostranti, dei raccoglitori di firme, dei divulgatori di notizie in tematica ambientale. Piu ’ volte ho avuto dubbi sulla fattività e concretezza della mia azione. Ebbi dubbi anche quando ho previsto una che  a Satriano si apriva una fase di declino sociale che vedeva nell’ambiente la vittima sacrificale. Dopo la prima invasione territoriale della Shell, autorizzata dalla regione, questo ente sempre piu’  entità matrigna, capace, solo, di inficiare il secolare sforzo di chi ha modellato i crinali della Lucania preservandoli e conservandoli nello loro dura e faticosa purezza, mi cimentai con pochi amici a smuovere il comune di Satriano dal suo, ingenuo torpore, del “vogliamo capire”. Li costringemmo ad approvare un deliberato di consiglio contro le perforazioni, ero preoccupato perché secondo noi, era solo l’anticamera per una recidiva e sempre attuale minaccia della maxi discarica di Contrada Congolo. Ne ero tanto convinto, da ribadirlo fortemente allorquando mi candidai alle amministrative , in un pubblico comizio dissi: Stiamo attenti alla discarica,  perché non  è storia chiusa, l’ho abbiamo detto in maniera convinta , ma sperando dentro di noi che la cosa non fosse vera, e non si potesse realizzare. Mentre la realtà, al solito, si è manifestata piu’ dura di ogni peggiore fantasia. La scure della discarica, si è palesata con tutto il suo fumus di ambiguità, con personaggi che prima dicono una cosa e poi si fanno paladini di altre. Dove i responsabili non esistono e se hanno facce e contorni sono sfuggenti capaci di riciclarsi. Tanto che ci siamo preoccupati di tanta insipienza, urlando a  viva voce che le condotte ambigue espongono i territori a ad attacchi a di sistema. Solo la caparbietà, il pubblico ma civico disinteresse di chi ha incarichi può preservare il patrimonio di tutti. Ebbene il cerchio ancora una volta si è chiuso. Dopo località Cerasa, sede di interesse della Shell, dopo contrada Congolo, sede della mega discarica, a breve apprenderemo il nome di un’altra anonima contrada, campo o tratturo che sarà, presto devastato, almeno nella immagine, per il momento e speriamo non nei fatti, dalle autorizzazioni ottenute da ENI. Ma è mai possibile che in questa regione vi sia una classe dirigente indifferente ai territori che dovrebbe amministrare?. Un classe dirigente trasversale, ambigua, obliqua capace di monetizzare tutto e tutti, passioni, anime luoghi della memoria e radici. Ne abbiamo previste di cose, tutte concretizzatesi, non vorremo profetizzare che ci sia qualcuno che voglia definitivamente devastare questa terra, trasformandola in un ibrido surreale, in una medaglia dalla doppia faccia, composta, da un lato da  parchi tematici ed eventi allegorici sullo spirito del panem et circenses e sull’atra con torri, pozzi discariche, viadotti, teleferiche, una sorta di paesaggio post moderno o di una frontiera sempre meno Texas e sempre piu’, un originale prodotto o format alla lucana. Non vorremmo che questo surreale presagio si realizzasse. Incominciamo a non avere nemmeno piu’ persone con cui indignarci. Un giorno, andando avanti così, Lo potremmo fare solo con noi stessi, in quanto, incapaci, noi stessi, io stesso di modificare le sorti di questo assurdo gioco al disfacimento.

Tonino Iallorenzi

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