Home » SatriaNO ALLA DISCARICA » DISCARICA DI SATRIANO IL PARERE DI LIBERA ASSOCIAZIONE RI-CREA

DISCARICA DI SATRIANO IL PARERE DI LIBERA ASSOCIAZIONE RI-CREA

LIBERA ASSOCIAZIONE RI-CREA
La questione della discarica di Satriano è una vera patata bollente, un qualcosa che passerà sicuramente di mano in mano. O meglio un tizzone ardente sotto la cenere: soffia il vento e la fiamma si ravviva. La famosa Tyke srl, presentò un progetto di discarica privata per lo smaltimento di rifiuti classificati all’epoca come , ovvero “speciali”, per usare un eufemismo. Era Sindaco Vincenzo Giuliano, Rocco Vita Assessore Regionale, e un gran movimento di persone, da tutti e due i lati della Torre, fecero sì che il progetto, in maniera più che ortodossa, fosse bloccato. Dichiarare oggi “A me non affascina molto ciò che attiene alle questioni squisitamente private e imprenditoriali. Ciò che è accaduto prima non lo so” (il Quotidiano, domenica 21 Novembre) e “la questione della discarica nel territorio di Satriano è storia vecchia e sembrava, a quanto ci era dato sapere, ampiamente superata”, come ha fatto il Sindaco Michele Miglionico, suona un po’ come dire Dell’Utri è un uomo anziano, c’eravamo dimenticati di lui. Perché la Tyke srl si è rivolta al Tar del Lazio, rappresentata dall’avvocato Pellegrini di Roma, nel 2008. Tornando seri, non bisogna lasciarsi andare a sospetti o strane deduzioni, Ola docet. Senza voler esagerare, diciamo che c’è stato, da parte dell’Amministrazione satrianese, un eccesso di tranquillità. La sentenza parla chiaro, e il fatto che parte dei terreni su cui sarebbe dovuta sorgere la discarica rientrino nei confini del Parco Nazionale sarebbe sì motivo impeditivo alla sua costruzione, ma non risolve affatto il problema. Perché il ricorso è stato fatto proprio contro il Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, la Regione Basilicatala, Comune di Satriano di Lucania e Provincia di Potenza, per l’annullamento del DPR 8/12/2007 con il quale è stato istituito il Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val D’Agri Lagonegrese e degli atti costitutivi precedenti. La zona interessata non era stata considerata come idonea al rientrare nei confini del Parco, inoltre, la Provincia di Potenza non è stata consultata in tutti gli atti costitutivi del Parco. Nel 1999 la Corte dei Conti aveva riscontrato l’incoerenza dell’inclusione dell’area suddetta nel Parco, nonostante fosse stato avviato il procedimento autorizzatorio per la realizzazione della discarica. I cittadini di Tito sono stanchi del loro centro di trasferenza, che fortunatamente cesserà l’attività, stando alle carte, alla fine di Novembre. Quelli di Satriano, alquanto incazzati. La sentenza 32805/2010 Reg. Sen. del Tar del Lazio dice semplicemente che un certo atto, bloccare la costruzione di questa discarica, è stato illegittimo. “La possibilità di realizzare la progettazione della discarica all’interno del Parco, ipotizzata dal Ministero, non spiega perché le amministrazioni competenti abbiano ritenuto di includervi una zona per la quale gli accertamenti istruttori avevano escluso ogni valore ambientale” (Tar. Lazio). “I signori dei rifiuti conto il Parco dell’Appennino lucano” (Ola). Mamma Regione, che in qualche modo dovrà rimediare, ha ora due possibilità, ed ecco la patata bollente: avere un comportamento attivo, ovvero dare atto alla sentenza e riformare il provvedimento, o passivo-ovvero non si fa niente. Insomma, una brutta gatta da pelare per tutti, troppe incongruenze e troppe infattibilità.
Sal. Luc

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *