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Assemblea pubblica a Satriano il 9 aprile alle ore 17,30

  Satriano è emergenza ambientale?

 Il 9 aprile a partire dalle 17,30 il gruppo consiliare Satriano insieme, nell’aula consiliare del comune, organizza al’ennesima assemblea popolare su tematiche ambientali. Satriano piu’ di altri paese, riteniamo, sia vittima di una vera forbice aggressiva che mina il fragile ecosistema ambientale di un territorio così piccolo, ma in pieno parco dell’Appennino Lucano. Alcune questioni da anni si mordono la coda, con una recidiva periodica degna di un’araba fenice. Quando una questione sembra conclusa, come quelle della discarica e dei pozzi estrattivi, ecco ripresentarsi di nuovo e diventare attuali, o per mano giurisdizionale o politica. In questi ultimi mesi sta sollevando un dibattito critico anche la istallazione intensiva del fotovoltaico. L’insieme di questi elementi inizia  minare non solo l’immagine immateriale e paesaggistica del territorio ma anche le latenti velleità di sviluppo turistico e la valorizzazione di prodotti autoctoni mediante un piu’ maturo e convinto impegno in agricoltura.

Di questo si parlerà il 9 aprile, in una assemblea in cui tutti potranno, al solito, intervenire e portare il proprio contributo di riflessione.

 In sintesi le 3 questioni di emergenza ambientale.

 Discarica : con una sentenza del TAR la Tayke che aveva avuto dalla Regione una autorizzazione ad installare nel sito di c/da Congolo di Satriano una discarica di classe B. In realtà la sentenza, motivandola su almeno 4 pilastri argomentativi, dichiara che la presenza di Satriano nel parco della Val D’Agri è  da ritenersi strumentale e non valida. Escludendo il territorio, si eliminano i vincoli alla realizzazione della stessa. La sentenza del TAR enuncia in maniera puntuale tutte le incongruenze politiche e comportamentali di questi anni. La vicenda è avvolta in uno strano fumus. Per la sentenza Satriano è da ritenersi fuori dal parco per i seguenti punti argomentativi:

–         ambientali : almeno 3 relazioni della regione e del dipartimento dicono che l’area in oggetto non ha valenza ambientale.

–         Burocratici: il comune di Satriano avendo in una conferenza tecnica dichiarato di essere contro alla perimetrazione del parco (senza esplicitare al meglio l’oggetto della contrarietà) dovendo inviare una apposita documentazione, per ottenere una conferenza unificata stato, regioni, comuni, secondo gli atti ufficiali, ”non ha mai inviato tale documentazione. Il comune sostiene di averli inviati tramite fax.

–         Rappresentativi: alle conferenze incriminate la regione Basilicata non era presente, la provincia di Potenza e il comune di Satriano erano  rappresentate rispettivamente da UPLI ed ANCI, associazione aventi solo funzione simbolica e non di merito. Il comune di Satriano tra le altre non si costituì contro il ricorso al TAR della Tyke.

 Petrolio: dopo aver temporaneamente bloccato l’iter della Shell nel 2007 ritorna alla carica un permesso estrattivo di ENI del2005. La regione dice che si tratta semplicemente di una indagine su carta. Qualcuno ci dovrebbe spiegare perché l’ENI fa indagini senza volere estrarre. Nello specifico noi riteniamo che si tratti di una azione propedeutica alle estrazioni, infatti il comune di Satriano nel 2008 si espresse con una delibera di consiglio contro l’operazione della ENI. Questo dimostra che l’operazione è concreta e non certo virtuale.

 Fotovoltaico: il fotovoltaico non è certo un elemento fortemente inquinante. In alcuni pannelli esiste un componente come il cadmio fortemente cancerogeno, ma non abbiamo elementi che quelli istallati a Satriano ne contengono. Quello che è in questione a Satriano è uno sfruttamento intensivo che sta modificando il territorio. Senza trascurare le complicanze di natura economica. Il fotovoltaico è una energia oggi ancora onerosa viene di fatti finanziata con il contributo sulla bolletta di tutti i cittadini. Per ogni Kw/o i produttori ricevono un contributo di 0,45 € il triplo di quanto viene venduta l’energia ai clienti. In sostanza si utilizza il territorio per far arricchire pochi. Mentre sarebbe piu’ conveniente creare tanti piccoli impianti sulle case di tutti. Destinato la produzione intensiva a siti dismessi come aree industriali,capannoni, edifici pubblici, parcheggi , aree cementificate, etc.

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