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ADDIO A DANIELE FORMICA, INAUGURO’, professionalmente, NEL 1990 IL TEATRO ’89

TEATRO

Addio a Daniele Formica il comico che amava la politica, inaugurò con il primo spettacolo professionale l’allora cineteatro ’89 di Satriano nel 1990 con un inteligentissimo spettacolo dal titolo : “Pinocchio di Bergerac”

L’attore è morto a Bassano del Grappa per un tumore al pancreas. Aveva 62 anni. Ha avuto il momento di maggiore successo negli anni ’80 e ’90 in seguito a numerose trasmissioni televisive della Rai.

ROMA – L’attore e regista Daniele Formica è morto ieri a Bassano del Grappa per un tumore al pancreas. Piemontese, 62 anni, il comico era ricoverato in un centro specializzato in Veneto. Formica ha avuto il momento di maggiore successo negli anni ’80 e ’90 in seguito a numerose trasmissioni televisive della Rai, successivamente si è dedicato quasi esclusivamente al teatro, anche come autore di testi e spettacoli. Negli ultimi anni si era dedicato al doppiaggio e aveva dato voce ai personaggi di Cars, Gli Incredibili e Monsters & Co. Formica è stato sempre impegnato politicamente.

Era nato a Drogheda, il 10 giugno 1949. Il suo debutto teatrale risale al 1970, in Francia con  Jean Louis Barrault (Rabelais). Lo stesso anno gira anche il primo film, Cerca di capirmi per la regia di Mariano Laurenti. I suoi ultimi lavori sono stati Pa-ra-da, di Marco Pontecorvo (2008) e Ti stramo, di Pino Insegno e Gianluca Sodaro (2008).

Figlio di Wilson ed Eugenia Ravasio e marito di Ombretta Bertuzzi dal 1990, ha sempre recitato sia in italiano che in inglese. Così si descrive sul blog che teneva su Il fatto quotidiano e che aveva smesso di scrivere a metà ottobre mentre si trovava ad Alessandria a girare l’ultimo film di Ricky Tognazzi. “Sono nato in Irlanda a mia Insaputa. Ma con il senno di poi, ne sono estremamente orgoglioso”, scrive.

“Educazione al Trinity College, corso di Letteratura anglosassone moderna con indirizzo

aggiunto di costruzione bombe per l’I.R.A. (Serve Sempre…). Figlio di musicisti, negli anni sessanta sono venuto a Roma, non per scelta mia (ancora!) ma dei miei che vedevano nel paese del sole, pizza & mandolino una svolta epocale… Non andò proprio così, ma mi salvai grazie ai miei cinque zii che sempre mi accompagnano: lo zio Buster (Keaton), lo zio Jimmy (Joyce), lo zio Miles (Davis), lo zio Stanley (Kubrick) e lo zio Willie (Shakespeare). Sono tutti morti, ma non per me. È per loro che cerco di fare ridere la gente. Ed è meglio”.

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