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A SATRIANO SI PROMETTONO ASINI CHE VOLANO

Il comunicato stampa del comune di Satriano con l’annuncio di una futura ripartizione a vantaggio della cittadinanza dei proventi del fotovoltaico è a dir poco imbarazzante. In primis per la incertezza degli assunti. Non si possono fare annunci e promesse senza dati concreti. Non si possono fare proclami  perché stimolati da interrogazioni e da una assemblea popolare organizzata dalla opposizione. No si possono promettere suddivisioni di ricavati alla cittadinanza introitati come ICI quando nello stesso comunicato si enuncia che non vi è nessuna certezza. Il tutto sembra una butade per mettere a tacere il malcontento che la questione del fotovoltaico sta sollevando a Satriano. Riteniamo volgare e senza contenuti fare promesse che non si potranno mantenere. Non ci risulta che le imprese operanti nel fotovoltaico versino royalties ai comune, fatto salvo per contributi a manifestazioni amiche!. L’amministrazione Miglionico da quando si è insediata a piuttosto fatto aumentare le tasse per la cittadinanza, vedi spazzatura nelle campagne, vedi costo per la trasferenza dei rifiuti a carico dell’ente passato da 70.000 € a 240.000 €. Etc.

No vorremmo che questa uscita demagogica nasconda prossimi aumenti delle tasse comunali, considerate le difficoltà di bilancio in cui versa il comune.

 IN SINTESI, ECCO PERCHE’ IL SINDACO DI SATRIANO  PROMETTE COSE FUORI DALLA REALTA’:

 Il sindaco di Satriano promette di dare ai cittadini una parte di un eventuale e non certo introito derivante dal versamento dell’ICI, senza sapere o omettendo che sono stesso i cittadini che finanziano il fotovoltaico. Lo fa anche per placare le ire di prossimi aumenti di tasse locali.  Il fotovoltaico è una energia oggi ancora onerosa viene di fatti finanziata con il contributo sulla bolletta di tutti i cittadini(quota A3 vedere sulla bolletta). Per ogni Kw/h i produttori ricevono un contributo di 0,45 € il triplo di quanto viene venduta l’energia ai clienti( ad ogni utente il kw/h costa circa 15 cent).L’Enel vende a 0,15 e compra a 0,45. Irreale. Antieconomico. Chi paga? gli utenti. Anche quelli di Satriano.Il sindaco Promette di dare sgravi alla cittadinanza con i soldi che già paga per il fotovoltaico (su 100 € di bolletta ENEL 10€ circa vanno a finanziare il fotovoltaico).  In sostanza si utilizza il territorio per far arricchire pochi. Mentre sarebbe piu’ conveniente creare tanti piccoli impianti sulle case di tutti. Destinato la produzione intensiva a siti dismessi come aree industriali,capannoni, edifici pubblici, parcheggi , aree cementificate, etc.

 L’energia pulita e quella del fotovoltaico non è certo la panacea per risolvere la questione dell’ approvvigionamento energetico. Il fotovoltaico, a detta di tutti gli studiosi, è una energia costosa. Con questo non diciamo che siamo contrari a fotovoltaico, siamo, invece, contrari allo sfruttamento intensivo e su larga scala che violenta il territorio e che fa arricchire pochi, mentre danneggia molti. Siamo invece favorevoli ad un utilizzo domestico della tecnologia. Coprire i tetti di edifici pubblici e delle case dei privati, permetterebbe agli enti e alle famiglie di avere un notevole sconto sulla bolletta energetica. Questa è la vera frontiera del fotovoltaico. In sostanza dato che l’investimento energetico nel fotovoltaico viene finanziato con il 10% della bolletta elettrica di ogni famiglia, non comprendiamo perché dobbiamo finanziare multinazionali dell’energia o chi tende a fare un profitto solo personale senza ricadute per la collettività. Se l’energia pulita deve essere a carico delle famiglie che contribuiscono con la bolletta, dovremmo incentivare le famiglie a realizzare piccoli impianti privati. Per risolvere la questione energetica occorre, in sintesi, quello che gli esperti chiamano bouquet energetico. Vale a dire percorrere piu’ soluzioni, senza tralasciare nulla, sapendo che la nuova frontiera energetica è il risparmio, basterebbe poco per risparmiare il 30% dei consumi in una famiglia. Differenziare la produzione energetica significa investire su piu’ settori, quello delle energie pulite, il termico, gli idrocarburi, quella del risparmio energetico, magari con impianti domotici, strumenti poco utilizzati in Italia. Tutti, porterebbero alla soluzione del problema

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